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Coordinamento Provinciale Centri Sociali Anziani ed orti
“S. Ruscelli” di Reggio Emilia

Centri Sociali di Reggio Emilia

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La Formazione

Il percorso di innovazione che si è cercato di portare avanti, e che ha condotto al rinnovamento che in altre rubriche di questo sito abbiamo illustrato, incrocia necessariamente il dato della formazione.

La formazione di per sé è un fattore di cambiamento e di innovazione in quanto mette in sintonia con le nuove esigenze che il mutare dei tempi comporta.Noi pensiamo che la formazione sia una grande opportunità da cogliere rispetto a due obiettivi di fondo.

Il primo sta nell’offrire occasioni di crescita nella conduzione dei centri sociali proprio in termini di maggiore conoscenza di norme e procedure la cui acquisizione significa più ampia tutela per i responsabili dei centri stessi in un ambito di trasparenza complessiva e di affermazione reale di cultura della legalità.

GESTIONE DEI CENTRI SOCIALI:
– Decreto Legge 81 (sicurezza c.s.)
– HACCP (materie alimentari)
– Autorizzazione Sanitaria
– Primo Intervento
– Contabilità, Fiscalità, Libro soci (Bartolomeo)

Il secondo consiste nel far emergere, appunto formandoli, nuove figure e/o gruppi dirigenti dei centri nel senso che la formazione può essere un importante leva motivazionale e dunque può divenire nuovo propellente nella guida della “macchina dei centri” in tutti i suoi aspetti. Una spinta propulsiva per una gestione sempre più qualificata, corretta, all’altezza delle esigenze da affrontare.

LA COMUNICAZIONE:
– Il Lavoro di gruppo
– Come tenere una riunione
– Comunicare con efficacia per influire
– Il Confronto
– Come costruire un progetto
– Il rapporto interculturale (nuovi cittadini)
– Il rapporto intergenerazionale

Va superata una volta per tutte l’idea dell’: Abbiamo sempre fatto così  e… ci è sempre andata bene” perchè non porta da nessuna parte. Così come, con umiltà, è bene riconoscere i propri limiti e lavorare per far crescere nuovi quadri perchè il nuovo non solo va accolto ma, in grande misura, va voluto e costruito.

Occorre dunque capire che la formazione non è “tornare a scuola”, non è una sorta di perdita di tempo quando ci sono tante altre cose da fare nel centro sociale è, invece, in concreto, un’opportunità non solo di saperne genericamente di più ma di operare con strumenti e conoscenze che nel quotidiano consentiranno una qualità della gestione migliore ed uno sguardo sulle cose più ampio e rivolto in avanti.

Per questi motivi, sull’ onda di quanto fatto negli ultimi anni, anche per il 2013-2014 si sta approntando un programma di formazione articolato su due capitoli fondamentali che concernono, uno tutti gli aspetti normativi di gestione (sicurezza, aspetti igienico-sanitari, fiscalità, ecc.) e l’altro la comunicazione (tecniche di relazione e riunione, comunicazione efficace rispetto ai grandi temi sul tappeto ed eventuali relativi progetti).

Si stanno in questa fase sostenendo incontri e raccogliendo adesioni a queste attività formative.

Non abbiamo l’abitudine di esagerare né enfatizzare nulla. La formazione non è la panacea di tutti i mali; non risolverà tutti i numerosi e diversi problemi dei centri sociali ma è e resta una più che significativo opportunità da cogliere perché, se vista nella sua giusta dimensione, fornirà un reale sostegno a chi ogni giorno si sobbarca in toto o in parte il peso della conduzione dei centri che la vita di oggi, molto di più anche rispetto a un non lontano passato, rende sempre più complessa.

Nuovo Assetto Organizzativo

Abbiamo detto che il processo di rinnovamento compiuto non è stato un semplice avvicendamento ma un percorso che nel contempo disegnasse una diversa organizzazione dell’Associazione provinciale capace di rinnovare in termini di efficienza-efficacia e mettesse a valore tutte le conoscenze ed esperienze già ora presenti e che sarebbe stato stolto, oltre che illogico, perdere.

Si è dunque proceduto ad un’articolazione di aree funzionali che non poteva che prevedere un’area istituzionale propria degli organi e dei ruoli politico-istituzionali ed un’area operativa, prima inesistente, che si ponga come referente per tutti temi di conduzione gestionale o comunque dove prevalenti siano le questioni tecniche-organizzative.

Occorre rilevare, prima ancora di osservare meglio lo schema, che elemento fondamentale nella comprensione del tutto sono le frecce in quanto queste indicano un percorso e nello stesso tempo le relazioni che devono intercorrere nei rapporti e nella interlocuzione fra i vari livelli. In queste relazioni si gioca in buona misura la funzionalità e la qualità del nuovo assetto.

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Per quanto concerne l’area istituzionale questa soprassiede alla attività complessiva dell’Associazione. Tutto si diparte, quale organo sovraordinato, dall’assemblea generale e dagli organi di controllo che gli fanno diretto riferimento (Sindaci revisori e Probiviri). Dall’assemblea generale gli snodi, in termini di organi politici-esecutivi, sono il Consiglio provinciale ed il Presidente così come il Vicepresidente ed il  Responsabile amministrativo, con le fondamentali funzioni di rappresentare l’Associazione e promuovere i rapporti politici ed istituzionali dentro e fuori l’Associazione stessa.

Qui basta leggere i nomi per rilevare i dati di rinnovamento posti in essere.

Viene poi l’articolazione fondamentale costituita dall’area operativa che fa capo al presidente uscente Giancarlo Bonetti e che come si può osservare anche solo dai nominativi riportati recupera in modo pressoché totale le figure che fino ad oggi, con grande impegno, hanno condotto l’Associazione.

Bonetti gioca un ruolo centrale in questo disegno come coordinatore cui fanno capo lo sviluppo operativo di tre comparti che sono: 1) servizio e rapporti con i centri sociali: comparto entro cui si trovano le attività fondamentali di vita e funzionamento dei centri stessi; 2) progetti: comparto entro cui abbiamo posto le funzioni ed i servizi più di carattere progettuale, promozionale e di proposta; 3) turismo sociale: comparto su cui si sta ancora ragionando soprattutto rispetto ad un suo esatto posizionamento funzionale e che si intende non solo mantenere ma valorizzare nonostante questi tempi di crisi pesante. Turismo sociale che, per la sua stessa natura e configurazione, come si osserva dallo schema, fa riferimento al coordinamento dell’area operativa ma anche direttamente all’aria istituzionale e più specifico al Responsabile amministrativo per gli aspetti maggiormente connessi alle convenzioni con i comuni ed in particolare al controllo di gestione così come per tutte le attività dell’Associazione.

Questo, in sostanza, e il filo di ragionamento che si è seguito per arrivare al presente assetto organizzativo che ovviamente va attivato e sperimentato pronto ad essere ulteriormente modificato se le circostanze e la riflessione comune lo richiederanno.