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Coordinamento Provinciale Centri Sociali Anziani ed orti
“S. Ruscelli” di Reggio Emilia

Centri Sociali di Reggio Emilia

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BILANCIO SOCIALE 2020

Lo segnalavamo già nella nota di bilancio sociale 2019, con un mix di infinita incertezza e grande timore, che nel bilancio sociale 2020 i dati e dunque le realtà dei nostri centri sarebbero cambiate radicalmente. Stilavamo il bilancio sociale 2019 nella seconda metà del 2020 e già era drammaticamente evidente la situazione in cui si trovava il Paese e quindi anche la situazione dei luoghi di socialità in particolare dei nostri circoli esposti, proprio per la loro composizione sociale ed anagrafica, alla bufera sanitaria che investiva il mondo intero.

Parliamo naturalmente della presenza anche sul nostro territorio del Covid 19. Questa tremenda pandemia che pare non finire mai e che ha mietuto e miete centinaia di vittime ( oltre 1000 decessi a fine gennaio 2021 nel reggiano).

Non solo dolore e morti ma anche la chiusura e/o forti limitazioni di intere aree di attività economiche e sicuramente, non in secondo piano, il comparto della socialità in tutti i suoi aspetti.

Nel 2020 i nostri centri sociali sono stati completamente chiusi per 145 giorni. Questo dato non richiede altri commenti.

Già nel bilancio sociale 2019 non eravamo stati in grado di riportare i dati che danno senso e significato ad un bilancio sociale quali quelli relativi, centro per centro, al n° dei volontari attivi, al n° delle ore lavorate, al n° delle iniziative svolte, al n° di cittadini coinvolti, ecc.

Non era stato possibile raccogliere tali dati proprio perché i centri erano chiusi o comunque non nella condizione di sistematizzare ed inviare tale documentazione.

A maggior ragione quest’anno si è nella impossibilità di disporre di questi dati costitutivi di un qualsivoglia bilancio sociale per cui ci limiteremo a riportare solo i pochi elementi certi dei quali si è a conoscenza relativamente all’anno 2020.

Come sempre il primo dato (e per molti versi il più preciso e significativo) da prendere in esame è quello dei tesserati.

Nell’anno 2020 gli iscritti ai nostri centri sociali sono stati 11.614. Nel 2019 erano stati 13.360.

Una diminuzione di 1746 unità pari ad un -13%. Un calo dunque fortissimo che per diversi aspetti ridisegna la realtà dei nostri centri e della situazione associazionistica locale. Non nascondiamo che paventavamo una situazione in termini puramente numerici ancora peggiore ma è fuori dubbio  che nel 2020 si registra una caduta di tesserati pesantissima ben altra cosa rispetto ai cali fisiologici evidenziatisi in questi ultimi anni che comunque confermavano l’idea di una tenuta complessiva del sistema dei nostri centri. Ricordiamo che nel 2019 rispetto al 2018 la diminuzione dei tesserati fu del 1,9%. Quest’anno è di 7 volte più consistente. Questi sono i dati.

La caduta del 2020 apre scenari nuovi ed inquietanti anche rispetto alle possibilità di ripresa nonostante la volontà di continuare e rilanciare le attività di tanti volontari per il benessere delle comunità e dei cittadini che a centri sociali chiusi davvero hanno perso uno dei pochi punti di riferimento di cui disponevano e che rappresentava un momento di vita relazionale irrinunciabile.

Aggiungiamo solo uno sguardo più lungo rilevando che nel giro di 5 anni siamo passati dai 13821 iscritti del 2015 agli 11614 del 2020 (- 16%). In 10 anni si è passati dai 15154 del 2010 a quelli del 2020 con un calo del 23%.

La media aritmetica dei tesserati per centro si posiziona nel 2020 a 223 rispetto ai 238 del 2019. In un solo anno il dato della flessione si evidenzia anche da questo punto di vista.

Di converso, in termini più positivi, diminuisce anche l’età media dei presidenti dei centri che passa dai 69 anni dell’anno precedente ai 68 del 2020. Non è che questo significhi molto. Si tratterà comunque nel corso del tempo di monitorare l’evoluzione di tale andamento per verificare meglio i possibili processi di ricambio nella vita associazionistica.

Rileviamo, sempre nell’ambito di queste note di bilancio sociale 2020, come in questi 12 mesi siano  andati a cessare le attività 2 centri sociali: il “ Libero Pensiero” di Rubiera e gli “ Orti sul Secchia” di Casalgrande.

A proposito di esperienze ortive non possiamo non rilevare come si siano accentuate le difficoltà ad individuare referenti certi anche in alcune Amministrazioni locali vocati alla trattazione di tali temi. E’ una difficoltà che deve essere appianata.

Altra questione che nel 2020 non si è del tutto conclusa concerne l’adozione del nuovo statuto e l’iscrizione al registro regionale delle APS. Nel 2021 dovrebbe entrare concretamente in vigore il RUNTS ( registro unico nazionale) per cui questo costituisce impegno prioritario.

Certo che la situazione creata dal Covid 19 ha frenato e frena ogni attività ed ogni fattiva relazione con i centri ed il mondo che ruota intorno ad essi.

Siamo consapevoli che non disponendo di tutti i dati relativi ai volontari ed attività svolte non possiamo considerare queste note un bilancio sociale, cioè quel nostro biglietto da visita che dice  immediatamente chi siamo e cosa abbiamo fatto e stiamo facendo. Ugualmente sottoponiamo all’attenzione di chi legge i dati certi di cui siamo in possesso e che comunque possono testimoniare anche per il 2020 una nostra presenza reale sul territorio.

In fondo queste note costituiscono se non altro un momento importante di riflessione su noi stessi, sul nostro essere e sul nostro agire.

Due dati intendiamo ancora richiamare: 1) I contatti con il sitoWeb del Coordinamento provinciale. 2) I numeri del Turismo sociale.

Per quanto riguarda il sito rileviamo che nel 2020 il numero delle visite ammonta a 339774; quello dei visitatori unici è stato di 29907 e le pagine visitate sono state 659289. Numeri importanti che forse il Covid 19 ha mantenuti molto alti proprio per l’impossibilità e la difficoltà di contatti diretti in presenza.

Nel 2020 poi ha funzionato in modo ormai consolidato il canale di comunicazione cosiddetto “Whats App” dei presidenti fra i presidenti di centro e fra presidenti e Coordinamento provinciale.

Da ultimo il dato del turismo sociale anno 2020.

Lo tsunami sanitario in atto ha duramente colpito anche i soggiorni di vacanza estivi-invernali. A ben guardare per motivi diversi già nel 2019 i numeri dei soggiorni si erano sensibilmente ridotti.

Nel 2020 i partecipanti ai soggiorni ammontano complessivamente a poco mpiù di 50 unità ed a 6 alberghi coinvolti. Sono dati che obbligano a riflessioni attente e ponderate sul futuro di questa esperienza che pure è stata un punto alto di Ancescao Reggio Emilia. Di sicuro molto dipenderà dall’evoluzione della situazione generale.

Chiudiamo con una annotazione che comporta un rilievo critico ed autocritico. Facciamo riferimento alla situazione economica dei nostri centri nell’arco del 2020 indubbiamente difficile. Situazione spesso problematica prima del Covid 19 immaginiamoci in un anno in cui i circoli sono stati chiusi 5 mesi ed in un clima complessivamente di paura che certo non favoriva la presenza nei centri. Bene a fronte di tutto ciò si è cercato di fare il possibile. Nemmeno, però, vanno sottaciuti i contributi erogati, ad esempio, dalla Regione. Nonostante queste disponibilità, fra l’altro fruibili senza soverchie difficoltà burocratico-amministrative, dei nostri 52 centri sociali solo 16 si sono attivati per godere di queste forme di sostegno. Oltre 70.000 euro la Regione ha investito complessivamente a mo’ di supporto di questi 16 centri.

Riteniamo sia stata una disattenzione grave non aver risposto massicciamente a questo bando regionale ed invitiamo tutti ad una maggiore accortezza.

Abbiamo notato in tutti noi la voglia di non mollare e continuare a produrre quel bene preziosissimo che si  chiama socialità e continuare ad offrire al territorio occasione di relazioni e di tenuta sociale.

Allora sforziamoci di proseguire il nostro non facile cammino attenti a cogliere ogni opportunità.
Come Coordinamento non abbiamo mai cessato di operare in tal senso e continuare a porci come riferimento primo per tutti i nostri centri.

Buon lavoro a tutti.

 

Il Consiglio Provinciale ANCeSCAO di Reggio Emilia

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