Con il consiglio provinciale dell’Associazione tenuto in data 16 settembre ed il successivo passaggio in sede di assemblea generale del 28 settembre u.s. si è proceduto alla nomina del nuovo presidente provinciale e del nuovo vicepresidente. Si tratta di persone note nel mondo dei centri sociali e che sono rispettivamente Carlo Vestrali ed Elisa Ferretti.
Ma facciamo un piccolo passo indietro. Perché questi avvicendamenti? Cosa li motiva? In un Paese in cui i retropensieri dominano la scena si potrebbero fare mille congetture. In realtà nulla di tutto questo. Semplicemente il presidente uscente Gian Carlo Bonetti e l’intero gruppo dirigente del coordinamento provinciale hanno ritenuto che fossero mature le condizioni per un avvicendamento nel segno del rinnovamento e dell’innovazione.
Dovunque viene osservato (e purtroppo con ragione) che ci troviamo di fronte ad una crisi economica, sociale, morale senza fine ed i cui esiti sono tutti da capire. Una crisi di sistema. Tutti, e così anche la nostra Associazione, risentono di questo passaggio durissimo. Nessuno possiede ricette miracolistiche che riportino d’incanto il sereno. La carta che come Associazione si è ritenuto giusto giocare in questo contesto è stata quella dell’innovazione e del rinnovamento. In altre parole l’immissione di energie nuove.
Ciò che va sottolineato che si è proceduto a questo ricambio, con intelligenza, in uno spirito di totale e condivisa compartecipazione alle scelte. Scelte non improvvisate ma che, è bene dirlo, non sono un’operazione di facciata. Scelte che praticano l’innovazione sviluppandosi su tre direttrici convergenti che sono il ringiovanimento con l’ingresso di nuove figure in funzioni di direzione; la predisposizione di un nuovo assetto organizzativo con la suddivisione funzionale fra area politico-istituzionale e area tecnico-operativa come su questo stesso sito viene meglio chiarito in un’apposita rubrica; la valorizzazione, alla luce di questa nuova organizzazione, di tutti quei saperi, quell’esperienza, quella voglia di esserci e di fare di chi finora ha retto l’Associazione.
Con estrema soddisfazione ci piace sottolineare come nessuna figura, a cominciare dal presidente Bonetti della precedente direzione, si sia chiamato fuori ma tutti abbiano con convinzione risposto alla domanda di esserci e continuare il loro impegno in un quadro complessivo rinnovato.
Questo ha significato e significa garantire nei fatti quella continuità di lavoro che così strettamente si lega alla necessità del cambiamento. Non è cosa da poco.
Nemmeno è questa la sede per riprendere tutte le considerazioni di carattere generale espresse nell’assemblea del 28 u.s. Ma l’ultimo concetto allora esposto credo vada ripreso. I tempi sono molto difficili, abbiamo davanti a noi spazi per l’ulteriore crescita ma nemmeno possono essere esclusi passi indietro. Le certezze sono davvero poche ma una cosa è sicura. Il vero antidoto alla situazione di crisi che viviamo è sempre quello: l’impegno di tutti, senza alcun arretramento, ad esserci ed operare per continuare ad offrire opportunità di benessere sociale alla nostra comunità. Questa è la nostra missione, questo ciò per cui noi tutti lavoriamo.






















